sabato 17 marzo 2018

Una Rete di Archivi per non dimenticare gli anni del Disonore della Repubblica italiana

Nota a margine: Il Disonore italiano racchiuso in un unico archivio: i documenti sulle bombe senza nome, sugli omicidi tanto eccellenti da non essere mai chiariti, sulle stragi senza colpevole racchiusi tutti in un unico luogo, facilmente e liberamente consultabile: doveva essere uno dei programmi a lungo termine del progetto Omissis, finché non ho scoperto che questo archivio esiste già, consultabile al sito fontiitaliarepubblicana.it e promosso dalla Rete degli archivi per non dimenticare.

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Gli atti della Commissione Moro e quelli sulla Loggia massonica P2, i documenti sulle stragi di piazza Fontana, piazza Della Loggia e della stazione ferroviaria di Bologna, e quelli sugli omicidi dei giornalisti Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, Mauro Rostagno e Mino Pecorelli. Sono alcuni dei materiali messi a disposizione dalla Rete che, grazie alla collaborazione di oltre sessanta tra associazioni, centri documentazione, fondazioni, archivi di Stato e istituti privati dal 2006 raccoglie documenti originali sul terrorismo, l'eversione, la violenza politica e la criminalità organizzata, coprendo di fatto l'intera epoca repubblicana italiana.

Promossa dal Centro documentazione Archivio Flamigni e costituita da un comitato scientifico composto da esperti e storici, lo scopo della rete è quello di rendere pubblicamente consultabili le fonti documentali per conservare e tutelare la memoria storica del nostro Paese per le generazioni future, al fine di offrire un contributo alla crescita democratica dell'Italia, anche attraverso specifiche iniziative educative e didattiche.

È proprio l'Archivio Flamigni a lanciare l'idea che poi porterà alla Rete, durante il convegno "Archivi in rete: per non dimenticare. Terrorismo, stragi, violenza politica, movimenti e criminalità organizzata" tenutosi a Roma il 19 dicembre 2006.
Il portale della Rete nasce all'interno del Sistema Archivistico Nazionale (SAN) e viene inaugurato durante il giorno della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi del 2011, ad un anno dal primo censimento delle fonti documentali, i cui risultati sono stati raccolti nella "Guida alle fonti per una storia ancora da scrivere", curato nel 2010 da Ilaria Moroni. L'importanza civile di questo progetto è testimoniata dalla cerimonia di inaugurazione trasmessa in televisione e patrocinata dall'allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

non dimenticheremo, opereremo perché l'Italia non dimentichi, ma tragga insegnamenti e forza da quelle tragedie

dirà l'allora Presidente durante la cerimonia, dimenticando forse che da ministro dell'Interno (maggio 1996-ottobre 1998) decise – forse giustamente, forse no – di segretare le dichiarazioni del boss della camorra Carmine Schiavone sui rifiuti tossici seppelliti in Campania che, conosciute in tempo, avrebbero probabilmente permesso di evitare le morti per tumore nella “Terra dei fuochi”, tra cui quelle di tanti bambini e di Roberto Mancini (2014), il poliziotto che per primo parla – inascoltato – di quello che il clan dei casalesi ha fatto per oltre vent'anni alla loro stessa terra.

Per approfondire

Il sito, che si basa su due pubblicazioni ormai datate: "Per le vittime del terrorismo nell'Italia repubblicana" del 2008, curato dalla Presidenza della Repubblica e "Nel loro segno", pubblicato nel 2011 dal Consiglio Superiore della Magistratura,

raccoglie non solo la memoria che c'è ma anche il patrimonio di buone pratiche, storie e percorsi, rendendo rintracciabili i tanti documenti esistenti anche al fine di incoraggiare il lavoro degli storici di oggi e di domani

La Rete, che si avvale del coordinamento della Direzione generale per gli Archivi e della collaborazione con l'Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario (Icpal), ha sviluppato un archivio virtuale (fontitaliarepubblicana.it) che permette l'accesso e la consultazione pubblica della documentazione sfruttando il motore di ricerca semantico, che attraverso l'estrazione di informazioni (text mining) riesce a individuare persone, luoghi o concetti all'interno dei documenti, evidenziando inoltre «eventuali correlazioni o sinonimi presenti nei testi».

Il Muro della Memoria

All'interno del portale esiste un ulteriore archivio: il Muro della Memoria, nato per ricordare «i nomi, i volti, le vite» di tutti coloro che «sono morti, dopo la nascita della Repubblica italiana, per mano dei terroristi, degli stragisti, di coloro che usavano la violenza per fare politica e delle mafie», scrive nella presentazione Agnese Moro, figlia dell'ex presidente del Consiglio

la morte violenta, infatti, oltre a uccidere, porta via lo status di persona. Si diventa solo ed esclusivamente vittime e, come tali, facili da dimenticare, perché ormai prive della propria storia personale.
[…]
Per molti, famosi e non, il modo con il quale hanno vissuto è la ragione della loro uccisione. Conoscere quelle vite significa possedere un frammento in più di verità. Conoscere, poi, chi erano coloro che sono morti perché passavano nel posto sbagliato nel momento sbagliato, restituisce loro l'umanità che i loro assassini hanno voluto negargli, riducendoli a oggetti e considerandoli come semplici mezzi per creare tensione, reazione, paura.
[…]
Non possiamo riportarli tra noi. Ma possiamo ricordarli come bambini, donne e uomini reali, di carne e di sangue, ai quali terribili ideologie, interessi e trame hanno tolto il diritto di vivere. Impoverendo ognuno di noi e la nostra storia.

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