martedì 23 ottobre 2018

Chi suicida i segreti del colonnello Rocca, il "crowdfunder" di Gladio?

È un colpo di pistola calibro 6.35 a porre fine alla vita del colonnello Renzo Rocca, che si suicida nel suo studio di via Barberini 86, a Roma, il 27 giugno 1968. La pistola viene ritrovata vicino al cadavere, ma la prova del guanto di paraffina (tecnica oggi superata) dà esito negativo. Dalle ricostruzioni successive emerge che nelle ore precedenti Rocca sia passato a comprare la cena e che alle 17.30 abbia fissato un appuntamento, al quale non arriverà mai. Suicidio per esaurimento nervoso, dicono gli inquirenti, ma ancora oggi sulla sua morte ci sono ombre che portano fino al cuore dei segreti della “strategia della tensione”. A questo punto la domanda è d'obbligo: il colonnello Renzo Rocca muore davvero per suicidio?

martedì 16 ottobre 2018

Asso28, c'è un uso geoeconomico dietro i respingimenti?

Salvare i migranti per rispedirli verso torture, sfruttamento e schiavitù: dopo i respingimenti delle navi Aquarius (10 giugno 2018) e Diciotti (20 agosto) e l'operazione "chiudiamo i porti" sembra essere questa la nuova politica antimigrante adottata dall'Italia nel Mediterraneo. È quanto accade il 30 luglio 2018, quando la nave “Asso 28” dell'armatore Augusta Offshore salva e poi riporta verso la Libia 101 migranti. Il dettaglio che il capitano della nave, Pierluigi Galano, condivida post anti-migranti sui suoi profili social appare un dettaglio di una storia più grande. Molto più grande.

martedì 9 ottobre 2018

"Citizen-watchdog", sono i cittadini monitoranti la risposta alla corruzione nelle grandi opere?

Quante opere pubbliche potremmno realizzare con gli stessi soldi drenati invece dalle grandi opere inutili? Quante scuole potremmo mettere in sicurezza? Quanti ospedali pubblici si potrebbero dotare delle migliori tecnologie, diminuendo così il “turismo sanitario” tra le regioni italiane? Quante strade oggi di fatto impraticabili perché piene di buche (a Roma una buca ogni 15 metri) potrebbero essere rifatte, evitando così incidenti anche mortali?

venerdì 5 ottobre 2018

Quanto sono democratiche le grandi opere italiane?


L'eloquente didascalia conclusiva de "Le mani sulla città" di Francesco Rosi, film del 1963 ma ancora attuale.

Il rapporto tra politica e cemento non nasce con la Legge obiettivo del 2001: già nel 1963, mentre viene bloccata la legge urbanistica del ministro Sullo, il regista Francesco Rosi ne fa il centro della sua denuncia sulla (odierna) speculazione edilizia passata sotto il titolo di “Le mani sulla città”.

martedì 2 ottobre 2018

1963-2011, come nasce il "Partito del Cemento" italiano

3 metri2 di terreno al secondo, 30 ettari al giorno: è, secondo i dati del rapporto Ispra 2018[1], il consumo di suolo in Italia nel 2017, quasi invariato rispetto al 2016. Altri dati, del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente, evidenziano come l'Italia sia passata dal 2,7% di suolo consumato negli anni Cinquanta al 7,64% (+184%) di oggi, un'area «irrimediabilmente compromessa» grande quanto Campania, Liguria e Molise insieme. Tra il 1950 e il 2000 l'Italia ha «mangiato» 5 milioni di ettari di suolo agricolo. Un problema che la crisi economica del 2008 – quando l'urbanizzazione viaggiava ad 8 metri2 al secondo – ha rallentato ma non fermato. Perché la natura del consumo di suolo risponde a logiche politico-affaristiche completamente slegate dalle reali necessità costruttive del Paese. Una scelta che costa agli italiani tra i 600 e i 900 milioni di euro l'anno.