martedì 30 luglio 2019

Il "Consorzio"/3 - Le bombe del 1992 come grammatica di base della Seconda Repubblica

Rifiutando di favorire Domenico Papalia, con le sue relazioni negative presentate al direttore del carcere di Opera Umberto Mormile rischia di bloccare i rapporti servizi segreti-mafie che si sviluppano in carcere sotto il "Protocollo Farfalla". Che Mormile muoia, a questo punto, diventa una necessità tanto per la ‘ndrangheta, quanto per lo Stato.

sabato 27 luglio 2019

Il "Consorzio"/2 – Sangue sulla Falange (Armata) dentro il carcere "parallelo" del Protocollo Farfalla

Omicidio Umberto Mormile
Nell'immagine: l'omicidio dell'educatore carcerario Umberto Mormile (11 aprile 1990), ucciso per non aver coperto il "Protocollo Farfalla". Sarà la prima operazione rivendicata dalla "Falange Armata".

Il «piano di destabilizzazione» previsto per l’Italia tra marzo e luglio 1992 puntualmente scatta e, anzi, si sviluppa ancora meglio nel 1993 con la politica delle bombe a Firenze, Milano e Roma. Un «piano di destabilizzazione» portato avanti dall’accordo tra ‘ndrangheta, cosa nostra e massoneria in combutta con una parte delle istituzioni e dei servizi segreti, il “Consorzio” di cui parla il collaboratore di giustizia Antonino Fiume. Un «piano di destabilizzazione» che dopo la sentenza definitiva del maxiprocesso di Palermo (30 gennaio 1992) serve anche, nelle parole di Giuseppe Graviano, affinché «chi si deve muovere si dà una mossa», facendo «terra bruciata ai soggetti che avevano preso degli impegni o stavano portando avanti delle cose e si erano un po’ sonnecchiati»

mercoledì 24 luglio 2019

Il “Consorzio”/1 – Storia delle mafie «Integrate» (con pezzi dello Stato)

Omicidio Salvo Lima
Nell'immagine: il corpo di Salvo Lima riverso a terra, dopo l'omicidio avvenuto il 12 marzo 1992. È considerato il perno della strategia stragista di cosa nostra e il momento più evidente del processo che porterà al passaggio tra le due "Repubbliche mafiose" della storia italiana.
Parlare, mantenendole separate, di ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra è assolutamente superato. Loro vivono in un sistema criminale di tipo mafioso integrato, in cui le singole storiche organizzazioni mantengono le loro caratteristiche e soprattutto rimangono ancorate ai loro territori, ma sanno perfettamente che la loro vera forza è legata alla capacità di operare in maniera sinergica, attuando un programma criminale in grado di agevolare tutti