Italy's Dangerous Liaisons - Don't clean up this blood

L'italia ripudia la guerra...” recita l'articolo 11 della Costituzione italiana. L'articolo più ipocrita dell'intera carta costituzionale: dalla nascita della Repubblica, infatti, nessun governo l'ha mai rispettato. Perché l'Italia non è una nazione pacifica né pacifista, come dimostrano le tante missioni all'estero dei contingenti militari – che dietro all'ufficialità del peacekeeping si prodigano in vere e proprie azioni di guerra - e, soprattutto, il sempre più florido commercio delle armi italiane, uno dei pilastri più importanti della nostra economia.

Più che un fatto economico, vendere armi è – o deve essere considerato – un fatto politico: realizzare affari bellici con questo o quel governo significa legittimarlo, supportare l'operato di dittature la cui politica si basa sulla repressione, la violazione dei diritti umani, la limitazione della libertà di pensiero, di parola e del diritto ad una corretta e libera informazione. Tutti argomenti per cui, nei consessi internazionali, l'Italia si batte. Almeno a livello teorico.

Dall'Egitto alla Turchia, dal Kazakistan alla Libia, molti dei regimi non democratici oggi al governo intrattengono rapporti commerciali con l'Italia – non solo nel business bellico – portando Roma ad essere capitale di un Paese filo-dittatoriale e ad essere, così, correa dei tanti crimini che queste dittature compiono, macchiando le mani della Repubblica italiana dello stesso sangue versato dalle forze speciali, dai servizi segreti e dagli agenti torturatori al potere nei regimi non democratici.

«Don't clean up this blood», venne scritto durante quella “macelleria messicana” che fu il G8 di Genova del luglio 2001. «Non pulite questo sangue» oggi, sedici anni dopo, significa (anche) raccontare l'ipocrisia di un Paese che si dichiara contrario alla guerra pur essendone tra i principali promotori. Questa pagina, con il tempo, diventerà una vera e propria mappa dei rapporti illegali tra l'Italia e la dittatura, per far sì che oltre al sangue dalle mani non venga pulita anche la coscienza della nostra Repubblica.