Chi sono

Andrea Intonti, freelance news producer e dall'ottobre 2018 collaboratore per l'edizione italiana dell'agenzia Pressenza International Press Agency.

Mi interessano i non detti, gli omissis delle storie, «quello che succede dieci centimetri» fuori «dello schermo del televisore». E poi nomi, collegamenti, intrecci. Mi interessano i dettagli di una storia, metterli insieme per trovarne il vero contesto. Spiegare i fatti alla base delle notizie e la loro provenienza, perché quasi niente nasce da un giorno all'altro e tutto ha un contesto che deve essere raccontato.

Appassionato di storia, negli anni ho scritto di mafie e traffici internazionali, di cybersicurezza - con un articolo pubblicato nel settembre 2015 per l'edizione cartacea del settimanale Altreconomia - migranti, guerre e lobbies, argomenti diversi e distanti tra loro ma con un punto in comune: ruotano tutti intorno al cosiddetto "Potere", quel criptogoverno che oggi viene chiamato "Stato profondo" e di cui Norberto Bobbio scriveva già nel 1981.
Su Omissis Edizioni, dal gennaio 2018, racconto i centri di quel Potere italiano che, lontano dai riflettori giornalistici e giudiziari, disegna la politica, l'economia, le relazioni internazionali dell'Italia, incurante della maggioranza partitica ospitata a Palazzo Chigi.

Da qualche mese ho eliminato il rumore di fondo di Facebook, uso Twitter e LinkedIn meno di quanto dovrei e lavoro molto tra motori di ricerca, evidenziatori, dizionari e punti interrogativi. Credo infatti che approfondire e allargare l'ambito delle notizie - oltre a rallentarne il flusso - sia il vero compito del giornalismo, online o meno che sia. Perché senza questi tre compiti ha ragione il Washington Post: «Democracy dies in darkness», «la democrazia muore nell'oscurità».

[Pagina aggiornata al 4 aprile 2019]